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La Carsenza, antico dolce di Capodanno

  • Maria Avitabile

Non ha equiparato in fama il cugino Pan de' Toni, in arte Panettone, ma in quanto a bontà la Carsenza è annoverata a torto tra i dolci dimenticati. Corriamo subito ai ripari e cerchiamo di recuperarne le tracce e soprattutto il sapore!carsenza capodanno

El primm de l'ann se comenza
a mangià la carsenza...

recitava il poeta Rajberti nell'800 in questa vecchia filastrocca. Ma che cosa sarà mai questa carsenza?

E' un dolce tipico della zona di Milano, negli ingredienti ricorda in parte il panettone e in parte i dolci tipici della tradizione natalizia. Nasce come gran parte dei piatti della tradizione come dolce fatto di avanzi, in tempi dove non si buttava via niente e il dessert si faceva con con quel che si trovava in dispensa. Farina, acqua, mele e uva: questi sono gli ingredienti base. Con il tempo è stato arricchito con burro e l'uva sostituita con uvetta; assieme alle mele possono comparire anche le pere.

A Milano era tradizione consumarlo a capodanno, nascondendo una moneta nell'impasto con tanta fortuna per chi l'avrebbe scovata nella propria fetta!

Come accade spesso per le ricette popolari, non ne esiste una versione ufficiale in quanto, come avviene ancor oggi, ognuno la personalizza a seconda del proprio gusto, di quel che c'è e di quel che manca. In ogni modo in rete non si trova molto, soprattutto in fatto a dosi. Io ho provato a modificare una ricetta presa dal blog chiaralemiericette.blogspot.com, sostituendo il lievito di birra con quello madre.

Il risultato direi che è stato strepitoso! Che dire....consiglio a tutti di sperimentare!

Ingredienti della Carsenza

450 gr farina 00
100 gr zucchero di canna
1,5 bicchieri d’acqua
80 gr diburro fuso
lievito madre essiccato (seguire le istruzioni sulla confezione per le quantità)

3 mele o pere, o un mix dei due
mezza confezione di uvetta
1 manciata di fichi secchi

Procedimento

Impastare con le mani la farina, lo zucchero di canna, l’acqua e lievito e il burro sciolto.
Unire le mele tagliate a pezzettoni senza sbucciarle ma togliendo solo il torsolo, l’uvetta e i fichi tagliati a pezzettini amalgamando il tutto.
Foderare una teglia rotonda (diametro 26) con carta forno bagnata e travasare il composto.
Lasciar lievitare coperto da un canovaccio (per i tempi di lievitazione, basarsi sulle indicazioni riportate sulla confezione del lievito madre).
Infornare a 200 gradi per 45 minuti avendo cura di coprirla con della stagnola se diventa troppo colorita. Controllare la cottura e fare la prova dello stecchino.
Sfornare e quando tiepida spolverizzare con zucchero a velo facoltativo. Buona consumata oggi, ottima l'indomani!

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