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La Grotta del Buco del Piombo nel comune di Erba: ritorno alla Preistoria

Anche nella nostra terra lombarda esistono delle grotte possibili da visitare. Con questo primo articolo inizio a illustrare la prima citata nel titolo, e che forse molti lettori hanno avuto l’occasione di visitare.

Il Buco del Piombo è una imponente grotta naturale situata nel comune di Erba, che si presenta al visitatore con una grande apertura d’accesso. Siamo nelle Prealpi comasche a una quota di 695 metri sul livello del mare. Da ricerche e studi effettuati, si evince che sin dal Paleolitico vi era, nella grotta, la presenza dell’uomo, abitato anche dall’uomo di Neanderthal, presenza però solo saltuaria in quanto resti ossei confermano che la grotta era abitata soprattutto da Orsi. Tuttavia la presenza umana era presente soprattutto per l’estrazione della pietra silicea, con cui si fabbricavano utensili.  La presenza umana in epoca tardo romana e medievale è documentata da studi eseguiti in loco, che vedono la grotta usata come fortino difensivo parte di un sistema di fortificazioni che vedevano collegati anche altri siti, come ad esempio Lecco e Castelseprio.buco del piombo storica

La parete su cui si apre l’apertura della grotta di dimensioni davvero grandi, 45 metri di altezza per 38 di larghezza, presenta una galleria lunga 300 metri, poi il resto della grotta, lunga 6 chilometri e 500 metri, è accessibile solo dagli speleologi. Nel suo interno vi sono stalattiti e stalagmiti. Ricordo che la stalattite è una formazione calcarea che pende dalla sommità di una grotta, mentre la stalagmite è pur essa una formazione calcarea che però sale dal pavimento.  E persino una moneta di bronzo.

Altri ritrovamenti annoverano vasi, utensili come cucchiai

Al suo interno, buio, freddo e umido, vivono diverse specie di crostacei, insetti, vermi piatti e pipistrelli. Oggi l’Orso non lo si trova più; sono stati però trovati al suo interno scheletri completi di orsi. Vi si trovano anche, solo però nell’androne d’ingresso, alcune pianticelle, come ad esempio il Tasso, conosciuto anche col nome di “albero della morte”, molto usato come siepe ornamentale; la Cedracca, e altre  felci, che prediligono luoghi umidi come appunto è una grotta.

Purtroppo, dal 2011, la grotta non è più visitabile causa alcuni crolli avvenuti al suo interno. È possibile arrivare solo al suo grandioso ingresso partendo dal comune di Albavilla dove una apposita segnaletica conduce a un parcheggio. Lascito il mezzo si prosegue a piedi, per circa mezz’ora, e si arriva ad una scalinata che porta all’accesso della grotta. All’imboccatura della grotta era situato un museo speleologico, ora Museo del Buco del Piombo, attualmente però chiuso su ordinanza del Sindaco.

La grotta è stata visitata anche da personalità famose, come ad esempio la regina Margherita, per ben due volte, e dal viceré Ranieri d’Austria.

L’imponenza di questa grotta non ha lasciato indifferenti neppure gli artisti, tanto che nel 1823 a Milano si pubblica il libro “Viaggio pittorico nei monti di Brianza”, opera realizzata da Federico e Caterina Lose, in cui figura il Buco del Piombo.

Io con alcuni amici siamo riusciti ad esplorare questa meravigliosa grotta, eravamo però negli anni Sessanta, oggi purtroppo l’accesso è vietato, e il tutto è un po’ abbandonato e lasciato in balia di madre natura che, giustamente, fa il suo naturale cammino. Speriamo che vi sia la volontà di ridare questa opportunità e di veder rifiorire il Museo, poiché sicuramente non mancheranno i visitatori.

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