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Ogni nuovo inizio parte da una fine: come trasformare la Fine in Opportunità

Che si tratti di un viaggio, un amore, un'amicizia, un lavoro o un trasferimento, tutto ciò che volge al termine porta in realtà a un inizio. Banale, vero? Lo abbiamo letto e riletto su mille aforismi e forse ascoltato in diverse canzoni o visto in altrettanti film, ma quello che però ci sfugge molto spesso è che questo nuovo inizio non è tanto legato alla nuova casa, o nuova città, o nuovo lavoro, o nuova amicizia o nuovo amore, ma in realtà tutto ciò che prende avvio da qualcosa di nuovo è strettamente legato a quella parte di noi sconosciuta che finalmente, grazie a ciò che è giunto al termine, stiamo per conoscere.carmen de gironimo controsole

Ci sono delle chiusure che sono fortemente drammatiche, è vero, abbandoni, perdite o separazioni dolorose per cui ci sentiamo affranti e soli al mondo; in ogni caso, la vita continua il suo percorso, che sia in un respiro di dolore o in un respiro di gioia o stupore. In quel respiro noi stiamo avanzando nella vita stessa che va avanti inesorabilmente finché esiste quel respiro.

È esattamente lì, in quei respiri, che noi stiamo scoprendo una parte di noi di cui non eravamo a conoscenza, perché la verità è che conosciamo il nostro passato ma non conosciamo ciò che sta per accadere, fuori sì, ma soprattutto dentro di noi. E allora, quando qualcosa si chiude, ci ritroviamo a essere delle persone nuove; ci riscopriamo ad amare magari qualcosa per cui prima non avremmo neppure premeditato l'esistenza o magari ci ritroviamo a non sopportare qualcuno o un atteggiamento o un posto per cui poco prima avremmo fatto i salti mortali.

PERCHÉ LA MANCANZA TOGLIE IL RESPIRO?

Quindi, mi chiedo e vi chiedo:
Perché fatichiamo a lasciar andare qualcosa che palesemente non c'è più? Perché ci si ostina a voler stare in un passato perdendoci quei respiri del presente?
Avete presente quando si dice "mi manca talmente tanto che quasi non respiro"? A me è successo e credo che in questo momento anche qualcuno di voi starà pensando "sì, anche a me".
Ecco, forse quel respiro sta sparendo davvero, ma perché non lo stiamo considerando? Perché non stiamo respirando abbastanza il respiro del presente? Siamo nel passato e il passato non respira, perché il passato è morto, è andato, ha fatto il suo percorso.

LASCIAR ANDARE È LA CHIAVE DELLA NOSTRA SERENITÀ

C'è una canzone di Ligabue che dice "il meglio deve ancora venire"; sì, è esattamente il mio motto, credo rispecchi totalmente l'approccio con il quale bisognerebbe affrontare ogni cosa che ha fatto il suo percorso e quindi è giunta al termine.
Il nostro atteggiamento e la nostra reazione a ciò che accade sono tutto ciò che porta alla qualità del nostro stato d'animo, più degli avvenimenti stessi.
E poi c'è anche una riflessione di Khalil Gibran che dice “Se ami una persona, lasciala andare, perché se ritorna, è sempre stata tua. E se non ritorna, non lo è mai stata”. Ecco, questa rispecchia esattamente il motivo per cui credo che il meglio debba ancora venire.
Lasciar andare è la chiave della propria serenità. Se torna (che sia un amore o un'amicizia o un lavoro, una circostanza o quel che si voglia), allora sarà meglio di prima e, se non torna, come dice Gibran, significa che non eri nel posto giusto quando non la lasciavi andare. Quindi, lasciala libera di andare e lasciati libero di ricevere tutto ciò che di nuovo potrà arrivare, perché se è andato allora "il meglio deve ancora venire".
Ciò che è il meglio per noi non termina e, seppur un tempo lo è stato, se termina è perché non lo è più.

CELEBRARE LE EMOZIONI AIUTA A SUPERARE I MOMENTI DIFFICILI

Vi state chiedendo se quindi bisogna soffocare le emozioni o gli stati d'animo pur di non stare nella sofferenza? NO, dico assolutamente il contrario in realtà.
Lo stato d'animo, le emozioni, le sensazioni non vanno negate a noi stessi per nulla, ma anzi vanno percepite, sentite e accolte come celebrazione della realtà del qui e ora: "sono triste perché mi sento sola", "sono disillusa perché ci avevo creduto", "sono distrutta perché mi sento persa". Con consapevolezza lascio sfogare quel mio stato d'animo, ma allo stesso tempo non smetto di ricordare a me stessa che STO RESPIRANDO e quindi sto vivendo.inizio fine pexels keegan houser 1478685

SEI L'ARTEFICE DELLA TUA VITA

A te che leggi e che forse ti ritrovi un pochino in una situazione simile o in un punto della tua vita in cui ti riconosci poco e non accetti cambiamenti forzati dal passato a oggi, accetta questo stato d'animo, comprenditi e sii dolce con te stesso se ti senti forse perso, o un po' vuoto o come se non avessi quasi la percezione di toccare terra e di avere equilibrio. Ma quasi come se andassi senza una meta e senza più la meraviglia del "sentire".
Ma non dimenticare di prestare attenzione al tuo respiro, di esserne grato e sappi che in realtà tu stai camminando verso quel percorso che non conosci e che ti metterà di fronte a quel nuovo te che ancora non conosci. E soprattutto, sappi che la verità è che tutto ciò che è giunto al termine è in realtà il tuo nuovo inizio.

Hai una domanda per la nostra Emotional coach? Scrivi a Carmen che ti risponderà nella sua rubrica emozionale.

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