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Mio figlio dodicenne e la generazione digitale

citta robot franci"Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti"  
(HENRY DAVID THOREAU)
 
Viviamo in un mondo veloce, dove tutto passa attraverso la tecnologia.
Noi, genitori lo stiamo vivendo con più lentezza rispetto ai nostri figli. 
Ne vediamo il vantaggio e forse, oggi, iniziamo ad intravederne nuove opportunità.
Ma tante sono le  domande che sempre ci poniamo riguardo al futuro, perché, amando i nostri figli, e avendo vissuto in maniera diversa, notiamo la differenza con la nostra realtà passata.
Dove stiamo andando?
E' un bene utilizzare la tecnologia per tutto?
Cosa stiamo perdendo?
Stiamo andando incontro ad una completa subordinazione regolata dai nuovi mezzi di comunicazione?
Il cuore di genitore può risolvere la questione.
Come?
Chiedendo ai nativi digitali come vivono la tecnologia e cercando di trovare un punto di incontro con la nostra generazione. 
 
Ecco la risposta di mio figlio Lorenzo, 12 anni, scuola media:i ragazzi e la tecnologia franci
Secondo la mia opinione la televisione ci bombarda di messaggi molte volte anche sbagliati.
Anche io, come la maggior parte dei miei coetanei, ho un cellulare e lo utilizzo, ma cerco di farlo nel minor tempo possibile.
A volte uso internet e guardo video riguardo ad alcune cose che non capisco, o che voglio conoscere.
Per esempio sono molto utili i tutorial che ti insegnano a fare le cose.
Ho  recentemente salvato un video che insegnava ad eseguire tutti i processi per creare la sostanza non newtoniana e altri esperimenti scientifici. 
Quindi io credo che siano comunque anche molto utili.
Tra noi compagni ci suggeriamo a volte le pagine o i video più belli da visitare, per esempio una mia amica  mi ha invitato a guardare dei video di vera criminologia, per capire perché quei criminali hanno fatto quelle specifiche cose nella loro vita. 
Il telefono è anche uno strumento per esprimere e affermare se stessi. Ad esempio io faccio dei video con mio fratello e il mio migliore amico su youtube, video ironici per strappare un sorriso alle persone.
L’ultimo che ho fatto si intitola: "tipi da Whatsapp".
Secondo come si usa però il telefono può essere molto pericoloso, è uno strumento a doppia faccia.
Può creare dipendenza ad ogni età, soprattutto se usato da bambini molto piccoli.
Per alcuni crea dipendenza anche il numero di “Mi Piace” messi in un loro video o in una loro foto.
Sembra come se non raggiungendo un numero stabilito di like, non fossero degni di essere popolari e quindi accettati nel mondo. Io credo che ciò sia stupido, perchè se una persona decide di pubblicare lo deve fare per divertimento, non per un numero o per vanità.
A me piacerebbe pubblicare anche se ricevessi pochissimi like, sarei lo stesso soddisfatto del mio lavoro. Come ho detto prima io utilizzo molto il telefono, per ricerche o divertimento, ma sono anche molto attento alle persone con cui comunico. Mantengo la mia rete privata, dove possono entrare solo amici e parenti, non accetto amicizie da sconosciuti e non rivelo la mia faccia sui social, in quanto sono minorenne.
Ad esempio nei miei video, per non farmi riconoscere, riutilizzo le maschere che ho usato a Carnevale o Halloween. Sto molto attento a chi c’è dietro lo schermo quando qualcuno mi chiede l’amicizia.
Insomma a volte io sogno di tornare al mondo di una volta, di cui mi parla mia mamma, di quando non esisteva il telefono cellulare  o la realtà virtuale  e si giocava molto più nei cortili e ci si parlava molto di più a voce.
Ma questo è il mondo in cui vivo e lo accetto, cercando di prendere le cose migliori.
Io mi ritengo molto fortunato a possedere questa nuova tecnologia e, quando voglio viaggiare con la fantasia, mi metto il casco di realtà virtuale e mi ritrovo sopra l’Everest o a nuotare con i delfini.cittarobot2
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