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Fashion reviews e trend: Milano Fashion Week SS 2023

  • Agnese Pasquinelli

L’Hype è davvero alle stelle ! Potremmo racchiudere in questa breve frase quel che è stata la appena conclusasi Milano Fashion Week Woman dove abbiamo visto sfilare in passerella la proposte per la Spring-Summer 2023.fashion week2022 milano2

Gli ultimi fremiti di bellezza ed emozione che resteranno indelebili, accentuati dall’esser stata la prima vera Fashion Week post pandemia, hanno fatto si che il The End fosse qualcosa di incredibilmente magico con lo scopo di regalare quel surplus che tanto merita Milano. 

Come ogni anno a far calare il sipario (nel vero senso della parola) sulla settimana della moda è la cerimonia con la compostezza di una Premiere alla Scala e il glam di un fashion party. Si tratta dell’assegnazione dei CNMI Sustainable Fashion Awards 2022, una serata dove vengono insigniti i premi dedicati alla consapevolezza, per una moda sostenibile tra diritti umani ed economia circolare.

Tra un brindisi scintillante e l’altro, la festa giunta alla sua terza edizione non ha deluso gli ospiti presenti che ammaliati da esibizioni della Scala Academy Ballet School, da qualche esecuzione canora del soprano Valentina Nafornita e da brevi sfilate di brand Made in Italy quali Prada, Valentino, Armani e Gucci, hanno assistito alla premizione, dove ha si è visto protagonista non solo il Made In Italy ma è stato concesso spazio anche ad alcuni dei progetti internazionali più conscious e visionari. 

Sul palco dei CNMI Sustainable Fashion Awards la bellissima Rossy De Palma fasciata da un abito Valentino ha presentato gli ospiti che a loro volta assegnavano i premi. fashion-week2022milano_copy_copy.jpg

Piccolo recap sul Best of di questa Milano Fashion Week Spring Summer 2023

C’è sempre una sorta di black out al termine di ogni settimana della moda perché se da una parte la frenesia di fare un bilancio è forte, dall’altra i volti sono accompagnati da un velo di malinconia, perché diciamolo, nonostante i ritmi improbabili, il traffico, la sveglia puntata all’alba, il caos, Milano quella settimana da il meglio di sé, sfoggiando il suo abito made to measure migliore.

Tutti fattori, questi citati sopra, che hanno cercato di confermare le parole rassicuranti pronunciate da Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, durante la conferenza stampa nel quale è stato presentato il fitto calendario che ha accompagnato la 6 giorni dedicata alla moda. Un’attività verbale che intende soffermarsi sempre più sul concetto di impatto ambientale, sviluppando ipotesi al fine di tracciare nuove strade verso la sostenibilità. 

210 appuntamenti tra cui 68 sfilate, quasi tutte in fisiche, dove occhi e riflettori sono volti a rintracciare il maggior numero di esempi riconducibili a valori importanti ed imprescindibili quali l’inclusività e un’attenzione particolare dedita a sostenere le giovani promesse del settore. La moda negli ultimi anni si sta impegnando in una lettura di un mondo in movimento, la quale paragonandosi all’arte riesce a tradurre le esigenze della società in messaggi fondamentali. 

Una carrellata di giovani

Un tour de force accompagnato, senza sosta, dalla mattina alla sera da uno spumeggiante flute di Franciacorta; una bollicina italiana nonché partner ufficiale delle sfilate milanesi. Ottimo compagno di viaggio anche per coloro che stanno leggendo il mio recap, non avendo preso parte direttamente alla Fashion Week. 

Nell’incessante turbinio di eventi e presentazioni, meritano un plauso due nuovissimi progetti firmati Stella Jean/WAMI e Act n°1, quest’ultimo sostenuto da Pierpaolo Piccioli che ne ha ospitato il fashion show sui canali ufficiali Valentino. 

Da tenere d’occhio Blazé Milano, brand fondato nel 2013 da Corrada Rodriguez d’Acri, Delfina Pinardi e Sole Torlonia; una triade tutta rosa che con i blazer dalle smiley pocket hanno iniziato a scrivere una nuova pagina della tradizione sartoriale e del Made in Italy pour elle, declinando quell’estetica effortless divenuta brevemente signature sui vari elementi del guardaroba femminile. Le principali it girl di tutto il mondo sono già cadute ai loro piedi, d’altronde si tratta di un pezzo must have dalla blasonata allure al quale non si riesce a resistere. 

Vernisse è un'altra new entry nella scena milanese che crea un trademark creativo facendo flirtare il tailor made di lusso con il recupero di tessuti vintage. Continuando a parlare di giovani intenti a rubare la scena contemporanea, troviamo Ylenia Durazzi, colei che ha sciorinato l’ideale di donna sofisticata, autonoma e indipendente, a cui piace vestire capi minimal, con riferimenti al mondo della selleria e puntando alle borse per il suo core business.  

Gli habitué della Milano Fashion Week

Giorgio Armani, Fendi, Dolce & Gabbana e molti altri sono i big che anche quest’anno hanno preso parte alle kermesse meneghina. 

Le grandi maison hanno inondato di glamour e di bellezza i propri fashion show, mixando tradizione, rinnovamento e effetti brillanti. Esempio calzante è Dolce & Gabbana, dove Stefano e Domenico hanno incoronato Kim Kardashian nuova icona pop della loro azienda con una collezione speciale ispirata alle creazioni migliori degli anni 1987-2007. Geniale questa virata autocelebrativa!

Il barbiecore è lo stile sempre più sotto i riflettori e Versace (che sa il fatto suo) sta cavalcando l’onda mantenendo uno stato di grazia adottato per le ultime collezioni, che tanto piace alla fashion victim, senza perdere quella voglia di omaggiare la donna Versace, una donna-diva amante degli opulenti elementi tipici dell’estetica della maison. Tra potere e femminilità, trovano spazio corsetti, mini skirt, pattern floreali, coat sartoriali indossati con pant cargo in satin e trench in pelle, mostrando una collezione che si snoda tra sensualità e ribellione. Donatella Versace ha poi voluto stupire con la sorpresa finale omaggiando la campaign Atelier Versace 1995. In che modo? Facendo calcare la passerella ad una Barbie d’eccezione: Paris Hilton, in total pink con velo da perfetta sposina, che calca la passerella fiera di sé e di cio’ che sta indossando. 

Ad elevare il valore del Made in Italy si aggiunge la femminilità concettuale di Prada, la compostezza di Alberta Ferretti, la libertà di evadere e lo spirito nomade di Elisabetta Franchi e, ancora il tripudio di colori da Fendi e la dinamicità dei capi facilmente indossabili del brand Ferrari, creati da Rocco Iannone, designer del brand. 

Impossibile elencare tutti i brand e le loro collezioni Spring-Summer 2023, però mi sento in dovere di citare un’ultima maison prima di chiudere questa rassegna sulle sfilate iconiche della Milano Fashion Week. Mi riferisco al Re indiscusso della moda, Giorgio Armani, colui che è salito di nuovo in cattedra con una catwalk di creazioni coerenti a quella che è l’estetica del brand, impartendo due lezioni fondamentali per coloro che iniziano ad approcciarsi al mondo della fashion. Una su tutti, riguarda i codici stilistici che restano fedeli a sé stessi, seppur con un cambio di prospettiva riguardo alcuni capi. Uno su tutti il tank top. Lasciato lo sporty touch diviene parte integrante dell’outfit come emerge dal net dress doppiato, dove la “popolare” canotta si trasforma in un elemento gioiello dell’abito. L’altra lectio di Re Giorgio è riconducibile al nome della collezione Spring-Summer 2023, Fil d’Or. La grazia e la femminilità devono fondersi con la concretezza, andando incontro ad una donna ideale capace di dimostrare come un elemento dorato, simbolo dell’opulenza, riesca a mutare in leggerezza, proprio come ci propone Giorgio Armani, riproponendolo in fluttuanti trasparenze che alludono ad un nude look dove è l’eleganza a parlare.  

Out of catwalk the show goes on

Merita un focus anche l’aspetto al di fuori delle passerelle, data la moltitudine di eventi che hanno spopolato e destato attenzione. 

Il più mastodontico e atteso è stato l’evento ideato da Moncler per celebrare il suo settantesimo compleanno con uno scenografico spettacolo sotto le guglie della Madonnina destinato a restare impresso nella storia. Una performance dal forte impatto visivo dove sono stati coinvolti 700 ballerini, 200 musicisti, 952 modelli ed un cast di ben 1952 persone. 

Per quanto riguarda i party chi citare se non Philipp Plein? I maghi della consolle quali Luciano e musicisti del calibro di Tommy Lee hanno fatto divertire una moltitudine di persone fino alle prime luci dell’alba. 

La Milano Fashion Week ha lasciato il segno e nonostante sia trascorso soltanto un giorno dalla sua conclusione, è già stata archiviata, per spostare la carovana dei fashion addicted nella città dell’amour: Parigi, protagonista del fashion system fino al prossimo 4 Ottobre. 

Agnese Pasquinelli

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