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Spondilolisi e spondilolistesi: intervista al dottor Antonio Petillo

Spondilolisi e spondilolistesi, sembrano due parole uguali, in effetti sono due patologie differenti, di simile hanno solo il fatto che se non curate, potrebbero creare seri problemi alla colonna vertebrale.colonna vertebrale pexels karolina grabowska 4506107

Nel momento in cui, si avvertissero dei dolori a livello della colonna vertebrale, dovremmo subito recarci dal medico specialista per un consulto.

Abbiamo voluto chiedere dei chiarimenti al nostro esperto il dottor Antonio Petillo medico chirurgo, specializzando in ortopedia e traumatologia presso il Policlinico Universitario Paolo Giaccone di Palermo.

LA PATOLOGIA E LE CAUSE

Dottor Petillo, si sente spesso parlare di Spondilolisi e spondilolistesi. Di che cosa si tratta e quali sono le cause?

Con il termine spondilolisi si intende un difetto strutturale o una frattura della porzione intrarticolare della vertebra denominata istmo, in questo caso non avviene alcun slittamento di una vertebra sull’altra.

Nel caso, invece, della spondilolistesi abbiamo uno slittamento della vertebra sovrastante rispetto a quella sottostante. Questo scivolamento può essere anteriore ed in questo caso si parlerà di anterolistesi oppure posteriore e si parlerà di retrolistesi; raramente lo slittamento può avvenire in senso laterale ed allora si parlerà di laterolistesi.

Per quanto riguarda le cause per la spondilolisi solitamente è traumatica dovuta a traumi della colonna in iperestensione soprattutto in seguito ad attività sportiva.dottor petillo

Mentre per la spondilolistesi possono essere varie, la più frequente anche in questo caso è quella traumatica, come conseguenza diretta di una spondilolisi; altre cause possono essere congenite, dovute ad anomalie della colonna vertebrale; degenerativa, quindi per usura del disco intervertebrale che causa instabilità vertebrale; patologica, causata da malattie che indeboliscono la componente ossea, o anche post-chirurgica.

L’EVOLVERSI DELLA PATOLOGIA

Esiste un'età specifica per la patologia?

Si, esiste una differenza di incidenza della patologia in base all’età del paziente.

La spondilolisi, di solito, è più frequente nel paziente pediatrico e giovane adulto questo perché è correlata con la traumatologia sportiva specialmente in ambito agonistico e nelle discipline quali sollevamento pesi, lotta, nuoto, canottaggio, danza e football americano.

Nel caso della spondilolistesi l’età diventa più avanzata in quanto la patologia viene causata da una graduale degenerazione ed usura sia della parte cartilaginea che ossea della colonna vertebrale.

SINTOMI E INDAGINE

Sicuramente è importante non trascurare i primi campanelli di allarme. Quali potrebbero essere i primi sintomi e quali accertamenti diagnostici dovrebbero essere fatti nel caso ci fosse un sospetto di Spondilolisi o spondilolistesi?

Sicuramente il sintomo principale in entrambe le patologie è la lombalgia, quello che comunemente viene chiamato mal di schiena ed interessa la parte bassa della schiena.

Questa lombalgia aumenta con l’attività fisica ed è alleviata con il riposo o con modifiche dell’attività svolta. Inoltre, troviamo anche una rigidità ed una contrattura della muscolatura lombare causata dalla non corretta mobilizzazione della colonna. Nel caso della spondilolistesi possiamo avere anche sintomi radicolari, cioè sintomi neurologici come parestesie, formicolii, scosse elettriche; che ci indicano l’interessamento delle radici nervosi che si impegnano nel punto in cui avviene lo slittamento delle vertebre.

L’indagine strumentale di primo livello è sicuramente una radiografia del rachide, da cui possiamo stabilire la presenza di una frattura ed il grado di slittamento dei corpi vertebrali.

La TC ci aiuta a definire meglio le lesioni, soprattutto in gradi lievi della patologia in cui abbiamo delle radiografie dubbie o nel caso di preparazione all’intervento chirurgico.

La risonanza magnetica ci permette di valutare le lesioni dei tessuti molli e delle radici nervose e ci permette di definire la stenosi, ovvero il restringimento, del canale vertebrale.

TERAPIA E INTERVENTO

Ipotizzando che ci fosse un riscontro positivo della patologia, quale sarebbe la terapia giusta da seguire per risolvere il problema?

In realtà non c’è una terapia giusta o sbagliata da seguire; ma la terapia viene scelta in base al tipo ed al grado di gravità della patologia tenendo sempre presente la storia clinica ed eventuali comorbilità del paziente.

Nei casi di spondilolisi o di spondilolistesi di grado lieve-moderato si attuerà una terapia cosiddetta conservativa che consiste nell’uso di antiinfiammatori ed analgesici, riposo e modifiche dell’attività sportiva, l’uso di una fascia o di un corsetto lombare ed in un secondo tempo l’inizio della fisiochinesiterapia per rinforzo muscolare e rieducazione posturale.

Per i casi più gravi, invece, si fa ricorso al trattamento chirurgico. Quello maggiormente utilizzato è l’intervento di artrodesi che consiste nella riduzione della deformità e nella fusione di due o più vertebre adiacenti tramite il posizionamento di barre di sostegno e viti.

PREVENZIONE

Dottore lei conosce bene che prevenire è sempre meglio che curare. In questi casi cosa bisognerebbe fare per prevenire queste patologie?

Nell’ottica della prevenzione sicuramente è importante evitare tutte quelle condizioni che possono portare alla patologia e quindi evitare di sovraccaricare la colonna vertebrale per ridurre al minimo i rischi di un trauma ed un’usura eccessiva. Bisogna anche cercare di avere una buona tonicità della muscolatura lombare ed addominale in modo da sostenere correttamente la colonna vertebrale e nel caso di pazienti anziani fare una moderata attività fisica e soprattutto integrare con l’alimentazione o con la terapia medica eventuali carenze legate a quadri di osteopenia.

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